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Rosalie
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bella9116



Joined: 11 May 2008
Posts: 6900
Location: Catania...in partenza x la città di eddy...

PostPosted: Fri Jul 18, 2008 8:17 am    Post subject: Reply with quote

Concordo con Lena...brava U___U
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Le 5 regole x essere Gemelline Rivoluzionarie
1 Ridere sempre e comunque
2 Fare pensieri contorti ma divertenti
3 Non essere assolutamente pallose e seriose
4 Non avere paura di niente e nessuno
5 Dire sempre quello che si pensa
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Scarlett Rose



Joined: 06 Sep 2007
Posts: 413
Location: Narnia, fra le braccia del mio meraviglioso principe Caspian

PostPosted: Sat Aug 09, 2008 7:27 am    Post subject: Riccioluto Reply with quote

Non riuscivo ancora a credere di essermi fatta trascinare in quella spedizione assurda, considerai digrignando i denti, appoggiandomi alla portiera della sgangherata carrozza.
Procedevamo a passo d’uomo, seguiti dal carro che doveva prendere in consegna il pianoforte di Edward.
Esme era rimasta a casa, a lottare contro polvere e muffa; Carlisle fissò fuori dal finestrino polveroso la pioggia che cadeva incessante.
Sbuffai irritata per quella stupida pioggerellina che si infilava nel colletto del mantello gelandomi fin nelle ossa. In realtà il mio corpo avrebbe potuto sostentare temperature ben più rigide e probabilmente il freddo era a causa dei pensieri che mi si agitavano in testa.
Tutto era scattato passando a Forks: davanti ad un negozio una giovane donna giocava con la sua bambina, sotto l’occhio attento del marito.
Mi ero sentita così vuota e… fredda.
Avrei tanto desiderato anche io qualcuno che mi amasse e da amare.
“Stupida!”gridai silenziosamente. Dopo quello che avevo passato non speravo più di incontrare l’amore. Non speravo più in niente.
La felicità era un lusso per pochi e io ci avevo rinunciato da tempo. Non esisteva l’amore per una dannata.
Il mondo in cui trascinavo la mia esistenza aveva perso ogni colore, per me. Persa in quei pensieri non mi ero accorta che eravamo arrivati alla stazione ferroviaria di Port Angels.
Carlisle mi porse la mano aiutandomi a scendere.
Cercai di evitare che lo strascico si insozzasse. Edward stava aiutando a scaricare il suo adorato pianoforte, con una vena d’impazienza nello sguardo.
Fremeva di portarlo al sicuro, tuttavia avrebbe destato qualche sconcerto se se lo fosse issato in spalle.
Mentre gli uomini armeggiavano tutto intorno al carro, tentando di coprire il pianoforte, io mi guardavo in giro.
E fu allora che lo vidi.
Era un tipo piuttosto massiccio, alto e muscoloso, con una gran massa di riccioli scomposti e impolverati. Dalla sua tenuta e dal mucchio di pelli che aveva in spalla doveva trattarsi di un cacciatore. Lo fissai, stranamente incuriosita. La sua risata era calda e mi piaceva il modo in cui si ravvivava indietro i capelli mentre parlava con il capostazione.
Mi trovai a desiderare che mi fissasse. Volevo incrociare il suo sguardo, volevo parlargli,ma naturalmente l’etichetta non mi permetteva di rivolgergli per prima la parola.
Poi fui improvvisamente presa dal panico, quasi da una vertigine: ero forse impazzita? Gli uomini per me avevano cessato di esistere, non avrei più permesso a nessuno di farmi del male.
Me ne andai, facendo svolazzare la gonna e raggiunsi Carlisle.
“Avete finito?”chiesi innervosita.
Volevo andarmene in fretta. Carlisle sorrise, tranquillo come sempre “Certamente, mia cara, possiamo salire in carrozza se lo desideri. Questa pioggia è tremendamente fastidiosa!”
Salii sulla carrozza rintanandomi al suo interno. L’uomo con i riccioli non si vedeva più.
E come Dio volle partimmo, con Edward che si agitava accanto a me sul sedile voltandosi ogni due minuti per assicurarsi che il suo prezioso piano fosse coperto e ben trattato.
Mentre uscivamo dalla stazione gettai un’occhiata dal finestrino e fu allora che incrociai lo sguardo del riccioluto sconosciuto.
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Dawn93



Joined: 01 Feb 2008
Posts: 983
Location: tra ALTY (il mitico personaggio della Vale che assomiglia a Jonnino) e BEN BARNES (Principe Caspian)

PostPosted: Sun Aug 10, 2008 1:23 am    Post subject: Reply with quote

è ARRIVATO EMMETT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

EMMETT EMMETT EMMETT....

K BELLO K BELLO K BELLO....ORA LE COSE SI FANNO PIù INTERESSANTI... Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing

[size=18]Stupendo il chappy[/size]

posta presto

kiss
Gio
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Helen Cullen



Joined: 16 Jul 2008
Posts: 580
Location: Nel crepuscolo tra le braccia del mio Dr. Vampiro biondo persa nei suoi dolcissimi occhi dorati.

PostPosted: Sun Aug 10, 2008 5:01 am    Post subject: Reply with quote

WOOOWWWWWWWW!!!! Scarlett!!!!!!!!

Avevo letto i capitoli precedenti un po' di tempo fa........ finalmente hai aggiornato................. Razz Razz Razz

Trovo che Rosalie sia ingiustamente rappresentata come un personaggio minore nella saga, ma sono contenta che tu sia riuscita a darle lo spazio che merita.
BRAVA.......... Continua cosi' Laughing Laughing Laughing Laughing

E poi ecco che adesso arriva Emmett il dolce orsacchiottone Razz Razz Razz Razz
che riesce a farla capitolare...... Embarassed Embarassed Embarassed

Aspetto i prossimi capitoli.........................
Ciao da .................................Elena Wink
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Incontrarti non e' stato conoscerti, ma trovare il tuo viso dentro un'attesa di secoli.

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*cEd*



Joined: 05 Mar 2008
Posts: 375
Location: a casa con mio marito Kellan... uuh!!! guarda come piove... Kellan! ho freddo!...riscaldami!!...

PostPosted: Wed Aug 13, 2008 10:43 pm    Post subject: Reply with quote

beeeeeeeeeelloooooooooo *O*
EMMETTINO MIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
posta posta Muahahah
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Scarlett Rose



Joined: 06 Sep 2007
Posts: 413
Location: Narnia, fra le braccia del mio meraviglioso principe Caspian

PostPosted: Tue Aug 19, 2008 8:45 am    Post subject: Negozio Reply with quote

La noia mi avrebbe ammazzata, riflettei fissando senza vederla una vetrina.
Esme passeggiava apparentemente imperturbabile lungo il marciapiede, riparandosi coll’elegante mantello regalatole da Edward a Natale.
Una donna vedendoci avanzare fece un piccolo inchino, al quale rispondemmo.
“Che ne dici di entrare lì?”chiese Esme indicandomi un piccolo negozio di tessuti.
Scrollai le spalle,ancora di pessimo umore dopo la litigata con quel cafone di mio fratello. Tutto era cominciato quando avevo considerato quanto orrendo fosse il tempo a Forks.
Non l’avessi mai fatto!
Edward mi aveva accusato di non vedere il vantaggio di quella cittadina e io avevo rimbeccato perché lo entusiasmasse tanto poter uscire di giorno.
“Ancora non capisci, sei troppo giovane Rosalie. Non hai la più pallida idea di come sia vedere la vita che corre e tu che sei bloccato in una zona d’ombra. Almeno uscendo di giorno abbiamo la possibilità
Di illuderci di fare un poco parte del mondo che ci circonda, per quanto ciò ci sia concesso.”
Odiavo quando parlava così, quasi che noi stessi non fossimo vivi. Detestavo che rimarcasse la differenza tra noi e gli esseri umani. Non avevo davvero bisogno delle sue lezioncine di filosofia, bastava che mi guardassi allo specchio o che provassi a correre più veloce di un treno per rammentare cos’ero.
Per prevenire uno sgradevole scambio di opinioni, Esme mi aveva trascinata a fare un po’ di acquisti.
Il campanello tintinnante del negozio richiamò la mia attenzione.
“Benvenute…oh!”
La piccola e paffuta signora dietro il bancone scese aggirò il bancone per venire a stringerci la mano.
“Lei deve essere Mrs. Cullen, la moglie del nuovo dottore, dico bene?Tanto, tanto piacere di conoscerla, io sono Mrs. Sims.”
La pallida manina di Esme sparì quasi stritolata nella stretta della sarta e lei sorrise “Il piacere è tutto mio, Mrs. Sims. Questa è Rosalie, mia figlia.”
“Oh, ma che splendida fanciulla. È un vero piacere averla qui nel mio piccolo negozio, Miss Cullen.”
“Grazie, Mrs.Sims.”replicai laconica, guardandomi intorno. Oltre a fungere da negozio di tessuti, il locale era stato diviso in modo da ricavare tutto il necessario per un piccolo laboratorio da sarta.
Mentre Esme e Mrs. Sims esaminavano metri di tessuto scegliendo il più adatto per le tende del salotto io guardai un po’ in giro, cercando di non badare all’odore del sangue della donna.
Nonostante avessi acquisito un certo autocontrollo, mi riuscì più facile rilassarmi smettendo di respirare.
Tuttavia l’inquietudine non se ne andava, con mio grande disappunto. Mi sentivo nervosa ed elettrica, avevo una gran voglia di correre, di sentire il vento nelle orecchie, di vedere i paesaggi passarmi sfocati accanto.
Fu un grande sollievo quando Esme raccolse i suoi pacchetti e finalmente ce ne andammo.
Avevo deciso, quela sera stessa sarei partita per una battuta di caccia, magari sulle montagne del Tennesse.
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Dawn93



Joined: 01 Feb 2008
Posts: 983
Location: tra ALTY (il mitico personaggio della Vale che assomiglia a Jonnino) e BEN BARNES (Principe Caspian)

PostPosted: Tue Aug 19, 2008 7:33 pm    Post subject: Reply with quote

Montagne del Tennesse?????????

Ma...un momento.....arriva EMMETT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

WAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!! K BELLO K BELLO K BELLO K BELLO.

POSTA PRESTISSIMO
kiss
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benevampire



Joined: 19 Nov 2007
Posts: 928
Location: uno sputacchio di paese minuscolo tipo heidi in provincia di Trento

PostPosted: Tue Aug 19, 2008 10:20 pm    Post subject: Reply with quote

bellissima!!!! rose pofera..ha avuto la stessa reazione che avrei avuto io al suo posto poveraccia...forse possono andare a Seatlle...ank lì il tempo non deve essere dei migliori...o alla vecchio Port Angels...pofera Rose senza negozi...
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Scarlett Rose



Joined: 06 Sep 2007
Posts: 413
Location: Narnia, fra le braccia del mio meraviglioso principe Caspian

PostPosted: Sat Aug 23, 2008 7:24 am    Post subject: Crsa Reply with quote

“Ma perché proprio sulle montagne del Tennesse?!”sbottò Edward alzando gli occhi dallo spartito che stava compilando. Sbirciai il titolo “Esme’s melody”:ah, dunque aveva quasi completato la melodia che tanto piaceva alla nostra nuova madre!
“Allora, Rosalie?”mi sollecitò deponendo la stilografica “Non che mi dispiaccia accompagnarti, però non vedo il motivo di andare tanto lontano. Cosa ne diresti di andare a Goat Rocks? Dalle mappe risulta un’ottima zona per la caccia!”
“Ho voglia di fare un piccolo viaggio laggiù, ci sono stata in villeggiatura quand’ero più piccola, avrò tempo per esplorare i dintorni.Ed inoltre, ti sto chiedendo di lasciarmi andare da sola!”
“Qualcosa ti inquieta, cara?”
Mi voltai verso Esme, appena entrata per farci vedere il ricamo a cui stava lavorando “Oh, Esme, convinci questo testardo a lasciarmi andare a caccia in Tennesse!Da sola!”
“Non è opportuno che una signorina viaggi senza scorta.”insistette Edward passandosi una mano nei capelli.
“Signorina!”pensai ironicamente “Come se non sapessi difendermi da eventuali aggressioni.”
“Non è questo il punto.”ribattè Edward.
Mi infuriai “Adesso basta! Ti sarei grata se almeno fingessi di non vedere i miei pensieri! E sono stufa anche dei tuoi consigli non richiesti. Andrò a caccia da sola.In Tenesse. Punto.”
“Fai come desideri,allora.”
Vedevo chiaramente che era furioso, però la sua impeccabile educazione gli impediva di sfogarsi troppo vivacemente. Buon per me!
Esme capì che non avrebbe potuto far nulla per dissuadermi e si offrì di aiutarmi a preparare la sacca da viaggio. “Carlisle sarà molto dispiaciuto di non essere riuscito a salutarti.”disse mentre tirava fuori i miei calzoni da caccia ed un paio di camice pulite.
Odiavo portare i pantaloni, mi sembrava fossero un indumento così…volgare. Una volta mi ero impuntata per cacciare con la gonna e il risultato ero stato un vestito da buttare, sottogonna intrisa di fango e una terribile difficoltà di movimento, tanto che avrei potuto catturare qualcosa solo se mi fosse svenuta davanti.
Perciò non osai proferire un lamento; rassicurai Esme che avrei atteso il ritorno di suo marito,tanto più che intendevo viaggiare nascosta dal buio.
Anche Carlisle avrebbe preferito che non partissi sola, volle raccomandarmi di essere prudente verso i nostri simili che non conoscevo e mi augurò una buona caccia.
Nonostante fosse ancora in collera Edward mi accompagnò per un breve tratto, in silenzio. Quando giungemmo al punto in cui ci saremmo separati sospirò “Capisco,sai, che non sia facile. A volte non lo è neppure per me. Non volevo essere scortese con te.”
“Grazie, Edward. Rammenta però che non amo sentirmi imbrigliata o sottocontrollo.”
“Lo terrò presente. Fai buon viaggio, Rosalie.”
Annuii “Abbi cura di Carlisle ed Esme. Ci vediamo fra sette giorni.”
Viaggiai di notte, concedendomi lunghe passeggiate di giorno nelle foreste, evitando i centri abitati. Man mano che mi avvicinavo iniziavo a riconoscere il paesaggio; eppure niente mi trasmetteva quello che ero inconsciamente venuta a cercare: familiarità, calore...
La memoria mi riproponeva le immagini del periodo trascorso lì con la mia famiglia come se appartenessero a qualcun altro.Tutto era vivido ed al contempo distante. I sentieri, le pareti rocciose, i boschi era sempre gli stessi, ero io ad essere cambiata realizzai,e non solo fisicamente. Quello che avevo passato mi aveva indurita, avevo cercato inutilmente di resuscitare la ragazza che ero stata. Ora mi rendevo conto che non era possibile. Ero stata costretta a crescere in fretta, non avrei potuto conservare la stessa superficialità o la spensieratezza che avevo pochi anni prima. Ero diventata una donna, con tutto ciò che questo comportava; decisi che avrei affiancato questa nuova Rosalie con ciò che ero stata prima. Forse ne sarebbe nato qualcosa di nuovo. Quel giorno cacciai un paio di alci, poi decisi di raggiungere una zona più popolata, scalando le montagne.
Davanti a me si alzava maestosa la parete di roccia del massiccio principale. Iniziai a salire, facendo attenzione a dove mettevo i piedi, calcolando che sarei arrivata in cima in meno di mezz’ora.
Fu allora che udii lo sparo e subito dopo il grido.
Aguzzai lo sguardo e trasalii inorridita, scorgendo un giovane che combatteva una lotta impari con un enorme grizzly inferocito. Era il tipo di animale che persino io avrei temuto di attaccare.
“Dio Onnipotente, lo ammazzerà!” pensai, mentre echeggiavano altri spari, che avevano il solo potere di aumentare la collera di quel bestione.
Il ragazzo si voltò repentinamente e solo allora misi a fuoco dove l’avevo già visto.
“Il ragazzo della stazione!”
Non sapevo se l’avevo solo pensato o anche urlato. Prima di rendermene conto ero salatat giù dalla parete e mi ero messa a correre verso l’orso.
“Lascialo stare!”avevo ruggito piombandogli addosso “Vattene via!”
Colpii la mascella dell’animale con un pugno e udii chiaramente l’osso della mascella che si spezzava. L’orso ringhiò ancora, ma si allontanò senza tentare altri attacchi.
Solo allora mi preoccupai che quel giovane avesse potuto assistere alla scena; per proteggerlo avevo violato una delle regole più sacre che quelli della mia razza avevano. Mi ero esposta, mi ero fatta scoprire.
Nonostante fossi arrivata in pochi minuti l’animale aveva avuto il tempo di mordere e affondare le unghie nel suo petto.
Fu allora che la bestia nascosta in me si riaffacciò. Il posto era impregnato dall’odore di sangue umano. Il veleno affluì rapido e la sete mi sembrò insopportabile. Quasi senza accorgermene mi chinai su di lui, fiutando meglio l’aroma che scaturiva dalle sue ferite. Scossi il capo, non potevo, non volevo…
Fu allora che lui aprì gli occhi e mi fissò, per un brevissimo istante, prima di perdere conoscenza.
Fu un attimo, ma bastò.
La creatura assetata di sangue si placò immediatamente. Pescai dalla bisaccia una delle mie camice, la feci a brandelli e lo fasciai alla bell’e meglio. Sapevo che non sarebbe bastato, il suo cuore batteva sempre più fiocamente. Sarebbe morto.
Gli passai una mano in mezzo ai riccioli,poi gli accarezzai le fossette sulle guance. Sembrava quasi che dormisse, aveva un’espressione tanto placida.
“Non voglio che tu muoia.”gli sussurrai “Non morire, ti prego.”
Lui gemette piano. Lo guardai straziata: c’era un’unica soluzione se non volevo che mi lasciasse. Sentivo che lui in qualche modo sarebbe diventato importante per me. Eppure…ero abbastanza coraggiosa ed egoista da imporre a qualcun altro la mia stessa sorte? E se lui mi avesse odiata?
Poi lo fissai e me lo issai in spalla. Non avevo più tempo da perdere.
Corsi come mai avevo fatto in vita mia.
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Dawn93



Joined: 01 Feb 2008
Posts: 983
Location: tra ALTY (il mitico personaggio della Vale che assomiglia a Jonnino) e BEN BARNES (Principe Caspian)

PostPosted: Sat Aug 23, 2008 6:39 pm    Post subject: Reply with quote

EMMEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEETTTTTTTTTT!!!!!

K BELLO K BELLO...!!!!

Ringraziamo l'orso per averci portato qui Emmett altrimenti sarebbe morto........ Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing

posta prestooooooooooo!!!!!!
kiss
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Helen Cullen



Joined: 16 Jul 2008
Posts: 580
Location: Nel crepuscolo tra le braccia del mio Dr. Vampiro biondo persa nei suoi dolcissimi occhi dorati.

PostPosted: Sat Aug 23, 2008 10:28 pm    Post subject: Re: Crsa Reply with quote

Ciao Scarlett Razz

Scarlett Rose wrote:

“Ma perché proprio sulle montagne del Tennesse?!”sbottò Edward alzando gli occhi dallo spartito che stava compilando.
..........................................................................
“Allora, Rosalie?”mi sollecitò deponendo la stilografica
.............................................................................
Mi voltai verso Esme, appena entrata per farci vedere il ricamo a cui stava lavorando “Oh, Esme, convinci questo testardo a lasciarmi andare a caccia in Tennesse!Da sola!”
“Non è opportuno che una signorina viaggi senza scorta.”insistette Edward passandosi una mano nei capelli.
“Signorina!”pensai ironicamente “Come se non sapessi difendermi da eventuali aggressioni.”
“Non è questo il punto.”ribattè Edward.
Mi infuriai “Adesso basta! Ti sarei grata se almeno fingessi di non vedere i miei pensieri! E sono stufa anche dei tuoi consigli non richiesti. Andrò a caccia da sola.In Tenesse. Punto.”
“Fai come desideri,allora.”


Laughing Laughing Laughing E pensare che Edward e Rosalie sarebbero dovuti diventare una coppia..... Lui così precisino e puntiglioso, lei così indipendente e ribelle...... si sarebbero scannati dopo due giorni.... Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil

Quote:

Man mano che mi avvicinavo iniziavo a riconoscere il paesaggio; eppure niente mi trasmetteva quello che ero inconsciamente venuta a cercare: familiarità, calore...
La memoria mi riproponeva le immagini del periodo trascorso lì con la mia famiglia come se appartenessero a qualcun altro.Tutto era vivido ed al contempo distante. I sentieri, le pareti rocciose, i boschi era sempre gli stessi, ero io ad essere cambiata realizzai,e non solo fisicamente. Quello che avevo passato mi aveva indurita, avevo cercato inutilmente di resuscitare la ragazza che ero stata. Ora mi rendevo conto che non era possibile. Ero stata costretta a crescere in fretta, non avrei potuto conservare la stessa superficialità o la spensieratezza che avevo pochi anni prima. Ero diventata una donna, con tutto ciò che questo comportava; decisi che avrei affiancato questa nuova Rosalie con ciò che ero stata prima. Forse ne sarebbe nato qualcosa di nuovo.


Crying or Very sad Crying or Very sad Mamma mia! Povera Rosalie!!!! Si rende conto di cosa ha perso........ Shocked Shocked Shocked

Quote:

Aguzzai lo sguardo e trasalii inorridita, scorgendo un giovane che combatteva una lotta impari con un enorme grizzly inferocito. Era il tipo di animale che persino io avrei temuto di attaccare.
............................................................................
Nonostante fossi arrivata in pochi minuti l’animale aveva avuto il tempo di mordere e affondare le unghie nel suo petto.
Fu allora che la bestia nascosta in me si riaffacciò. Il posto era impregnato dall’odore di sangue umano. Il veleno affluì rapido e la sete mi sembrò insopportabile. Quasi senza accorgermene mi chinai su di lui, fiutando meglio l’aroma che scaturiva dalle sue ferite. Scossi il capo, non potevo, non volevo…
Fu allora che lui aprì gli occhi e mi fissò, per un brevissimo istante, prima di perdere conoscenza.
Fu un attimo, ma bastò.
La creatura assetata di sangue si placò immediatamente.
.................................................................................
Gli passai una mano in mezzo ai riccioli,poi gli accarezzai le fossette sulle guance. Sembrava quasi che dormisse, aveva un’espressione tanto placida.
“Non voglio che tu muoia.”gli sussurrai “Non morire, ti prego.”
....................................................................................
Sentivo che lui in qualche modo sarebbe diventato importante per me. Eppure…ero abbastanza coraggiosa ed egoista da imporre a qualcun altro la mia stessa sorte? E se lui mi avesse odiata?


WOOWWW!!! Bellissima questa parte..... Si rivive la battaglia interiore tra l'essere un mostro ed il decidere di elevarsi a qualcosa di superiore.... Non deve essere stata una cosa da poco per Rosalie prendere questa decisione.... Si capiva anche in Eclipse (anche se lì era solo un ricordo), ma viverlo raccontato così e' davvero tutta un'altra cosa.... Brava Scarlett, complimenti Razz
Ciao a presto Wink
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edwgold



Joined: 19 Feb 2008
Posts: 827
Location: provincia di padova

PostPosted: Sat Aug 23, 2008 11:07 pm    Post subject: Reply with quote

Cara Scarlett....bellissima anche questa ff!! Meravigliosa, davvero!
Poi Rosalie ed Emmett sono una coppia che è stata molto poco analizzata, invece io credo che ci sia molto da approfondire....
Per fortuna che ci hai pensato tu! Grazie mille per questo regalo che ci fai!
E poi la tua scrittura è sempre superba, non mi stancherò mai di leggere un'opera tua. Brava! Wink
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Scarlett Rose



Joined: 06 Sep 2007
Posts: 413
Location: Narnia, fra le braccia del mio meraviglioso principe Caspian

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 7:33 am    Post subject: Roro Reply with quote

Non potevo correre velocemente quanto volevo. Ad ogni salto che ero costretta a fare, ad ogni roccia che dovevo scavalcare sentivo quel poveretto gemere. A tratti riprendeva conoscenza e lo sentivo farfugliare qualcosa a proposito di angeli, del fatto che ero il suo angelo biondo che lo stava conducendo da Dio.
L’odore del sangue, di cui ormai anche i miei vestiti erano impregnati mi tentava ogni minuto, ogni secondo; tuttavia lo sguardo che ci eravamo scambiati poc’anzi faceva da barriera tra me e la creatura che ad ogni passo mi urlava la sete da cui era divorata.
Non le avrei permesso di portarmelo via, non capivo ancora bene cosa mi stava succedendo, però confusamente sapevo che forse lui non doveva assolutamente morire
Dopo qualche ora mi fermai ad una sorgente, cercando di cambiargli la fasciatura; immersi un brandello di stoffa in acqua e gli pulii il viso, guardandogli con tenerezza le fossette. Era davvero un bel ragazzo, forte e solido come una roccia. Chissà dov’era la sua famiglia, i suoi amici.
“Mi perdonerai mai per quello che ti farò?”
Con quale diritto mi intromettevo nel naturale corso della vita? E per offrirgli cosa, poi?
Fu il viaggio più difficile di tutta la mia lunga esistenza.
Ero attanagliata da mille dubbi, eppure le mi gambe non si fermarono un attimo. Sentendo che la vita in quel ragazzo si stava affievolendo fra le mie braccia aumentai l’andatura. Probabilmente gli facevo male, ma avrei fatto ben di peggio se l’avessi lasciato spirare.
Corsi come non mai, facendo in dodici ore un cammino di tre giorni.
Quando avvistai la mia nuova casa avrei voluto piangere di gioia “Carlisle! Carlisle!”gridai con voce strozzata.
“Oh, Signore, ti supplico fa che ci sia!”pregai entrando in casa sfondando praticamente la porta.
Quando lo vidi in soggiorno gridai “Salvalo! Ti prego salvalo!”
“Cosa…Rosalie! Che è successo?”chiese adagiandolo sul divano. Sentivo alle mie spalle Esme ed Edward, ma gli ignorai “Un orso…l’ha…l’ha aggredito, io non sono riuscita ad impedirlo…” farfugliai afferrandogli le mani “Ti scongiuro, io non ho la forza necessaria a farlo…mordilo! Non voglio che muoia, non è giusto!”
“Rosalie”disse lui sciogliendosi con gentilezza dalla mia morsa e prendendomi le spalle “sai che cosa mi stai chiedendo, vero? Credi che la nostra vita sia meglio di una morte naturale?”
“Tu per me hai ritenuto di sì. Ed ora ho capito perché, sai? Come è stato per me, anche la sua morte sarebbe uno scempio tremendo. Io…so che è assurdo e ridicolo, ma forse ho trovato il mio compagno. Non credo alle coincidenze, ci deve essere un perché le nostre vite si siano incrociate. Ti prego, sta morendo!”
Per un terribile momento temetti che avrebbe rifiutato.
Poi, molto lentamente, annuì “Sia come desideri.Almeno abbiamo scoperto che basta un morso per la trasformazione. Gli risparmierà un po’ di dolore.”
Esme mi abbracciò con dolcezza costringendomi ad alzarmi. Mi appoggiai a lei e rimasi con lo sguardo fisso su Carlisle: lo vidi avvicinare il volto al collo del ragazzo e poggiarvi le labbra.
Per un attimo il tempo parve fermarsi.
Poi iniziarono le urla.
Furono tre giorni lunghissimi. Carlisle esaudì la mia preghiera e mi lasciò vegliarlo. Rimanevo accanto al ragazzo cercando di spiegargli cosa gli stava succedendo. Provavo una pena infinita per quel che stava passando, la mia stessa trasformazione era ancora vivida nella memoria: le vene che parevano infiammarsi ed esplodere, il cuore che pompava impazzito eppure sempre più pesantemente, il bruciore su ogni singolo centimetro di pelle.
Gli tenevo la mano mentre parlavo, ma non ero sicura di quanto riuscisse a capire. Ormai il suo risveglio era imminente, ed io non sapevo ancora come comportarmi, cosa dirgli.
“Come va?”
Mi voltai verso Edward; era stato molto gentile con me, offrendosi spesso di darmi il cambio e confortandomi a sua volta.
Cercai di sorridergli “Temo la sua reazione quando questa tortura finirà.”
“Gli hai salvato la vita.”
“Tu la nostra la consideri “vita”?”ironizzai sapendo come la pensava.
Lui sedette accanto a me, con un mezzo sorriso “Forse non abbiamo più l’anima, ma perché non cercare di essere perlomeno sereni, se possiamo? Tu meriti un po’ di felicità, non hai ucciso tu questo ragazzo. Non hai di che rimproverarti.”
Lo guardai, stupita dalla sua sensibilità. Poi mi strizzò l’occhio e se ne andò.
Passò anche il terzo giorno: ormai il ragazzo aveva ben poco calore corporeo ed il suo colorito s’era fatto di albastro. I capelli sembravano di ebano e la sua stretta attorno alla mia mano si era fatta più salda.
E finalmente venne l’alba del quarto giorno.
Mi sporsi su di lui.
Aprì gli occhi e li tuffò nei miei.
“Ciao.”mi salutò sorridendo.
“Ciao.”bisbigliai.
Fu con quelle semplici parole che ebbe inizio il nuovo e più importante capitolo della mia vita.
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Beatrix Cullen



Joined: 04 Nov 2007
Posts: 979
Location: tra il friuli e la terra della nebbia perenne. in fuga a cazzonia..

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 9:02 am    Post subject: Reply with quote

ho letto i primi due post...domani, con un filo di lucidità in più leggerò il resto!!!

da quel che ho letto ti sei superata ancora.
di nuovo...
e so che non smetterai di farlo.
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Alec



Joined: 18 Aug 2008
Posts: 1483

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 4:21 pm    Post subject: Reply with quote

nn ho terminato di leggere...ho iniziato..mi piace molto..posta..o anke no...tanto devo terminare di leggere l'inizio del capolavoro..
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