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DarkShines(Bree)---Capitolo 14, pag 77
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dark princess



Joined: 06 Jan 2008
Posts: 1732
Location: modena

PostPosted: Sun Aug 24, 2008 12:33 am    Post subject: Reply with quote

sere!!!!!!!!!!!!!
blavissima.....
i tuoi capitoli sono fenomenali.... con un po' di ritardo ma sono riuscita a rimettermi in pari e adesso attendo sorridente e allo stesso tempo ansiosa il nuovo capitolo....
troppe frasi bellissime e palpitanti di vita...
mi sono affezioanta ancora di più a bree, alal sua ionsicurezza, alla forza che non sempre si rende conto di avere.... e a tutto di lei!!!!!!!!!!!!
baciotti ammirati
_________________
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Lena*Bea



Joined: 12 May 2008
Posts: 1572
Location: All'ospedale, sotto la scrivania di Carl a fare cose V.M. di 18 :P

PostPosted: Mon Aug 25, 2008 6:29 am    Post subject: Reply with quote

Uh che bel capitolo maricondirondirondello!
Allora dopo tutta quella tensione ed azione ci voleva un pò di relax...
e questo capitolo introspettivo lo è molto,
bella la parte con Jazz, mi ha molto tenuto col fiato sospeso,
magari Alice s'è incazzata un pò perchè ha Visto nel futuro corna? Laughing
comunque... la parte finale con i lupi è molto fessiòn...
io so di chi è il battito concitato, e mi piace molto l'ironia di Bree...

Adesso aspetto Eddino *_______*

Come sempre, Serena=capito stupendo!
_________________
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penny_cullen



Joined: 21 May 2007
Posts: 2027
Location: ....everywhere....ma sempre vicino a lui

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 9:13 am    Post subject: Reply with quote

ecco il capitolo 11....
spero proprio vi piaccia...
Colgo l'occasione per dare un caloroso ritorno a Lena e a Chiarina....mi siete mancate tantissimo ragazze^^
ah....voglio fare i miei complimenti a tutte voi...ma soprattutto a Fausta...che oggi finalmente ha osato renderci partecipi di cosa escogita la sua mente geniale ed il suo cuore pieno di passione! Sorella Bravissima!!! Wink
e Gle....sono con te nel tuo progetto!!Non dimenticarlo ok? sono sempre quì.
MUCH LOVE A TUTTE VOI!!!


Capitolo 11- La cosa giusta

Carlisle era buono, non si sarebbe infuriato, non faceva parte del suo bagaglio emotivo. La furia che avevo sentito in Rosalie e Jasper non aveva la minima possibilità di attecchire in un cuore pacifico come il suo. Era solo preoccupato e un poco sorpreso della mia intromissione totalmente non programmata e fuori luogo.
La mia maledetta curiosità prima o poi mi avrebbe fatta fare una brutta fine. Consapevolezza acuta.
Nemmeno io l’avevo prevista; pensare che me ne volevo andare, fare un piacere a tutti e lasciar continuare la loro vita a scorrere allo stesso ritmo in cui scorreva prima che comparissi io a complicare le cose. So che suona alquanto catastrofico, ma non posso fare a meno di pensare a come sarebbero diverse le cose se non fossi quì con loro. Magari il loro unico problema sarebbe stato l’organizzazione del matrimonio del secolo, Edward e Bella sposini adorabili.
Lo pensavo anche con un pizzico di invidia. Si amavano tutti così tanto.
Ok ok, a volte mi facevo prendere dal pessimismo cosmico, qualità che mi ero accorta di possedere solo negli ultimi anni, mesi in cui altalenavo tra autodistruzione, terrore, senso di colpa e incubi ad occhi aperti; a dire il vero penso che sia sbocciato come un’erba parassita e lentamente, trovandomi un buon “terreno” dove insidiarsi, sia cresciuto e si sia annidato senza possibilità di lasciarmi.
Volevo scappare e già come era successo il primo giorno, mi trovavo imbambolata in questa casa, in questa stanza a rimuginare sui fatti. Se si fosse presenta una terza possibilità e una terza necessità, avrei assolutamente dovuto agire. Qualunque fosse stata. Sentivo che avrei avuto un’altra unica possibilità per staccarmi da loro, altrimenti la separazione sarebbe stata triste e dolorosa a livelli fisici.
Scrollai la testa, meglio non pensarci.
Nonostante li sentissi ancora chiacchierare a bassa voce sotto la finestra, mi avviai trotterellando annoiata verso la porta, consapevole che mi sarebbe arrivata una bella e sonora strigliata.
Sorrisi pensando a Carlisle come possibile “padre”; non sembrava male come idea, se non fosse che per una piccola nota, il mio papà era vivo e ancora forse mi cercava. Soppressi il pensiero all’istante.
Quando fui per girare la chiave della porta, sonori colpi fitti rimbombarono dalla parte opposta dell’uscio.
- Bree, Bree!!!Sei li? Apri subito!!!- La voce di Alice era stridula e lievemente risentita.
- Alice sono qua, ci sono, tranquilla. Non sono andata da nessuna parte…sono ancora qui.- le risposi senza alcuna enfasi, in fretta più che potevo, altrimenti il folletto avrebbe sbriciolato la porta di quel passo.
-Ora apro, ma tu smettila.- Alice non la smetteva ancora, chissà cosa voleva fare.
Avevo timore di incrociar il suo viso e i suoi occhi, le avevo fatto male quel giorno, più di una volta, e lei non se lo meritava. Non mi sarei mai più intromessa tra lei e Jasper. Mai.
Quando aprì la porta Alice aveva ancora il pugno alto; avevo salvato la porta da un’altra scarica di colpi. Mi accolse uno sguardo imbronciato.
- Uh bene, sei ancora qui. Non farlo più…dico sul serio. Non farlo più.-
Alice aveva visto, come avrei dovuto ricordarmi mi controllava da vicino, non le sfuggiva nulla.
Non le sfuggivo io.
- Scusa Alice, scusami non volevo spaventarti.- guardavo quel visino così crucciato, mi si strinse il cuore e un brivido di colpa mi trapassò ancora. Piccola Alice, che seccatura farmi da balia eh?!
- Bene, non farlo più, giuramelo.- disse l’ultima parola con una tale decisione da farlo sembrare un ordine. Non ero abituata a riceverne, ma chiusi un occhio.
- Te lo prometto, croce sul cuore- tentai di fare una battuta per risollevarle il morale.
- Non vale come giuramento, tanto il tuo cuore non batte.- colpo basso, reale, ma comunque un colpo basso che trovai un poco fuori luogo, forzato e carico di una certa vena di impudenza. Le risposi assente – Come il tuo…ok…Ho capito Alice, mi è arrivato il messaggio. Ora devo scendere in salotto, mi aspetta una strigliata da Carlisle, quindi…- non conclusi la frase, lasciandole intuire che avevo bisogno che si togliesse dalla porta, dovevo scendere.
Mi aspettavo che Alice mi seguisse, invece rimase ferma davanti all’uscio della “mia” stanza a fissarmi mentre mi dirigevo, priva di ogni minimo entusiasmo, verso il piano terra.
- Bree…senti- era in difficoltà, e decisi per entrambe di concludere io.
- Alice, ne parliamo domani mattina, ti va? Tanto non vado da nessuna parte, promesso.- mi voltai verso di lei e le sorrisi, sapendo di tranquillizzarla.- Mi raggiungi dopo vero?- L’invitai, sperando che la cosa le interessasse; infondo avevo molte cose da raccontarle e dovevamo parlare anche di altre due o tre cosette.
- ..Ok, certamente!!! Devi raccontarmi tutto della caccia! – sgranò gli occhi, come una bimba quando vedeva un nuovo giocattolo che doveva assolutamente avere al più presto.
Ed eccola li, il folletto dispettoso era tornato, la chiacchierona senza sosta aveva scacciato la nebbia che oscurava la mia Alice come una zaffata di vento d’inverno.
- Allora ci troviamo dopo. Imprimiti in testa tutte le domande che mi devi. Io farò lo stesso con le mie-
Mi voltai verso la ripida rampa di scale, quando sentì Alice chiudere e riaprire la porta dietro di se. Sentivo i bisbigli di lei e Jasper. Lo stava aggiornando sul fatto che ero ancora in casa e che le avevo promesso di non farlo mai più, mentre Jasper la calmava.
Guardai verso il basso, il salotto era pressoché buio, illuminato solamente dalla luce della luna che filtrava dalle alte finestre e da una fioca lampada che giaceva nell’angolo. Una debole testimonianza che confermava che la casa era abitata.
Mi trovai sola, avvolta nel silenzio, mentre scendevo lentamente le scale, attenta a non fare il minimo rumore. A non disturbare quella quiete che sapevo bene, presto si sarebbe tramutata in tempesta.
Mi sedetti su uno dei bellissimi divani, era morbido e caldo al tatto. Cauta mi ripromisi di non toccare nulla, non sia mai che la mia goffaggine si ripresentasse e rompessi qualche soprammobile o oggetto prezioso ad Esme. Mi concessi come unico passatempo di guardarmi attorno, cosa che infatti mi stufò dopo pochi minuti.
Carlisle non accennava ad arrivare e io cominciavo ad annoiarmi, in casa nessuno si muoveva e a malapena si sentivano bisbigli e sussurri. Attendere da sola in quella stanza mi metteva una certa inquietudine sotto quella luce e nella prospettiva di Carlisle arrabbiato. Mi rabbuiai un poco quando pensai che avrei potuto chiedere ad Alice di stare un po’ con me, così avremmo colto l’occasione di parlare, di chiarirci.
Mi alzai e cominciai a camminare per la stanza, cominciavo ad innervosirmi. Erano ormai almeno dieci minuti che aspettavo, ma del dottore nemmeno l’ombra.
L’elegante pianoforte nero aspettava il ritorno del suo esecutore davanti la finestra; immerso dalla luce della malinconica luna pareva dipinto del colore dell’ardesia, rendendolo ancora più mistico se possibile.
La falena fu attirata inconsciamente verso quell’oggetto così apertamente affascinante, ma intimo e privato come pochi altri oggetti possono essere.
Accarezzai il legno caldo e liscio tentando di non sporcarlo, altrimenti Edward si sarebbe accorto che una mano molesta lo aveva sfiorato. Era semplicemente bellissimo, vecchio, si sentiva dall’odore del legno, ma rimaneva un ottimo pezzo di antiquariato in perfetto stato. Sfido che ancora lo usasse.
Era sicuramente una componente vitale di Edward.
Nonostante le mie incertezze, mi sedetti allo sgabello e alzai la custodia scoprendo l’avorio un poco ingiallito che riposava sotto. Mossi le dita impacciata, senza toccare i tasti, senza dare rumore al movimento, giocando. Mi sarebbe piaciuto un giorno imparare.
- Bello vero? Me lo regalò mio padre, quello vero intendo…ha quasi cento anni, ma non riesco a separarmene. – mi raggiunse la sua voce vellutata dalle spalle, una carezza fresca a svegliarmi;
mi colse talmente di sorpresa che le uniche parole che riuscì a borbottare furono:
- Oh Edward…mi dispiace, io…- dissi chiudendo la custodia dei tasti, alzando le mani da quel tesoro e rizzandomi immediatamente in piedi.
- …non ti ho sentito rientrare…- impacciata dondolavo su di un piede poi sull’altro, le braccia lungo i fianchi, a stropicciarmi gli angoli del vestito.
- Lo so, non volevo farmi sentire- rispose lui tranquillo con una sottile vena di presunzione.
Ora che me lo trovavo davanti, a faccia a faccia, potevo finalmente guardarlo bene; anche se la sua figura era nascosta dall’aiuto della notte, potevo chiaramente trovare i suoi lineamenti perfetti; il viso di Edward non rispecchiava nessun canone di bellezza, pur incorporandoli tutti. Era bello ed inquietante da togliere il fiato. Era l’incarnazione del fascino.
Si stravaccò sul divano sorridendo compiaciuto.
- Siediti Bree, non restartene lì.- con un cenno della mano mi invitò a sedermi di fronte a lui.
Carlisle, perché non entri ora e mi salvi da questa situazione penosa.
Sorrisi debolmente, dire che ero in soggezione era poco, lui mi faceva letteralmente paura; era cambiato dalla prima volta che l’avevo incontrato, ora era glaciale. Se fosse stato possibile per un vampiro avrei detto di sentire freddo.
Restammo in silenzio per diversi minuti, minuti in cui sperai vanamente di rivedere il dottore rientrare. Quanto ci metteva Carlisle a tornare?
Di nuovo Edward sogghignò.
Maledetta stupida! Ecco perché continuava a ridere. Mi portai la mano alla bocca, come per fermare il fluire dei miei pensieri. La mia testa era come una qualunque rivista aperta per lui in quel momento e lo stavo lasciando leggere opponendo alcuna barriera. Che barriere potevo mettere? Cominciare a contare al contrario da cento? Non ne ero capace e non ne avevo la pazienza in quel momento. Decisi di reagire sondando dentro di lui, ma purtroppo percepì poco, troppo poco per farmi un’idea chiara di come comportarmi. Non riuscivo a stabilire se ritenerlo una probabile minaccia o meno.
Nonostante la sicurezza che era ben felice di ostentare nei miei confronti, la mia determinazione ,dettata dall’istinto e dall’abitudine, mi permise di intercettare un’improvvisa crepa in quella maschera perfetta, abbastanza grande e chiara da lasciarmi percepire un immagine.
Una ragazza dai capelli lunghi e scuri inginocchiata sulla neve, i suoi occhi grandi, scuri e spaventati; si stringeva una mano al petto, ferita. Sangue. Era diversa, non era un vampiro, era umana.
Guardai Edward con occhi pieni di domande, ma lui, appena vide la mia espressione, chiuse quella breccia e l’immagine della ragazza svanì. Mi ricordavo di averla già vista.
Ora era spazientito, e cominciò a torturarsi i pantaloni con le mani. Il suo viso era vuoto.
- Edward…cos’hai?- tentai con l’approccio più improbabile: tentare di condurre io la conversazione e farlo parlare.
- Cosa ti fa pensare che ne voglia parlare con te?- mi fulminò con lo sguardo, risentito, quasi come se lo avessi offeso.
- Certo capisco…beh allora ti lascio solo…- feci per alzarmi, ma lui ricominciò.
-…Non fai parte della nostra famiglia, non dovresti essere qui…- fu come se uno spillo rovente mi avesse appena trapassato la tempia. Portai la mano alla fonte del dolore, ma continuai a guardarlo, ci fissammo.
- Lo so Edward, mi dispiace per questo..- mi massaggiai la tempia.
- Non fraintendermi, non posso fidarmi di te…ma ho bisogno che mi confermi delle cose. So già che è tutto vero, ma voglio che me lo confermi con le tue parole.- il suo sguardo si fece scuro, pesante, mi fece rabbrividire all’istante.
- Chi è quella ragazza?...- lui sapeva che avevo visto, che l’avevo percepita. Lo guardai di nuovo fiduciosa, tentando di avvicinarmi cauta. Forse la tecnica giusta era parlare di altro, distrarlo.
- Non chiedermi di lei…- concluse lui, lasciando le ultime parole svanire in un sospiro.
Sedeva rigido, i gomiti sulle ginocchia, la testa tra le mani.
Edward cominciava ad emanare una strana mescolanza di emozioni, in grado di confondermi. Era in pena, ma anche arrabbiato, molto arrabbiato; covava qualcosa e speravo di non esserne io il bersaglio.
Me ne restavo seduta, rigida temporeggiando.
Il silenzio, il nostro terzo compagno, sembrava avere molto più da dire di noi. Era lui il protagonista, almeno finché Edward non diede inizio al crollo.
- Sabrina, perché mi hai chiesto di “lei”? Te la ricordi? Ti ricordi quando l’hai vista la prima volta?- sprofondò nuovamente contro la spalliera del divano; ora il suo viso era tranquillo, audace e fermamente convinto di dove voleva arrivare.
Non riuscendo più a sostenere il suo sguardo, istintivamente fui costretta ad abbassarlo sulle mie gambe. Non sapevo come soddisfare la sua richiesta, come appagare la sua curiosità e calmarlo; sapeva già tutto, ma per un perverso motivo a me sconosciuto, voleva che mi ricordassi di “lei” da sola, che mi condannassi definitivamente con le mie stesse mani.
- Sabrina!- richiamò la mia attenzione come un colpo secco, diretto ai miei timpani.
Scattai, fronteggiandolo, ora sapevo cosa voleva da me; dovevo far si che parlando, mi ci conducesse lui.
- È Bella vero? È la tua ragazza…- dissi titubante, ma quasi convita di aver fatto centro.
- Si è lei…- un guizzo balenò nei suoi occhi.
Parlavamo a tono basso, ma nonostante questo, eravamo entrambi più che sicuri che la nostra conversazione a due, avesse ben più orecchie in ascolto. Gli altri della famiglia, nonostante questo, non accennarono ad alcun movimento. Nessuno accorse.
Edward si alzò e oltrepasso il tavolino che ci divideva, per poi sedersi vicino a me, una mano si avvicinò. Profumava di buono, quasi di cibo, una scia dolcissima e languida.
Mi allontanai di scatto, raggiungendo l’estremità della seduta.
No Edward, no così vicino.
Lo guardai confusa e spiazzata.
- Cosa vuoi Edward? Non facciamo più giochi!- ero turbata, amareggiata, arrabbiata.
Un sorriso beffardo imbrattò il suo bel volto.
- Hai ragione.- Si avvicinò ulteriormente, aggraziato, facendomi indietreggiare ancora, costringendomi quasi a salire sul bracciolo. Portai le braccia sul mio grembo un attimo troppo tardi, perché sentì la sua mano, stringersi salda attorno al mio polso.
Lo fulminai infuriata e addolorata nella stessa misura.
- Lasciami Edward.-
- Quando ti abbiamo portata qui in casa nostra, ormai quasi una settimana fa, non era la prima volta che visitavi Forks. Tu sei già stata altre volte qui. Almeno altre due volte, non ti ricordi ancora l’episodio?- disse facendo una breve pausa per darmi il tempo di riflettere.
Lo fissavo stordita, affascinata dal suo racconto e intenta a trattenere la rabbia che silenziosa mi montava dentro, ad ogni secondo. I miei muscoli tesi strattonarono debolmente il braccio, per liberarmi dalla presa.
- Edward…- stavo ribollendo, ancora poco e sarei esplosa.
- Allora continuo a raccontare io.- Fece un’altra pausa, trapassandomi con lo sguardo carico di esitazione. Sperai che smettesse, ma continuò.
- Quando hai raccontato la tua storia, i tuoi anni passati con Victoria, il fatto che più di una volta tu abbia rischiato di venir annientata ma che sei, nonostante tutto, ora qui con me dimostra due cose: o che sei tremendamente brava in quello che facevi, quello per cui ti hanno addestrata, l’unico motivo per cui gli eri utile; o che sei fortunata in modo improbabile. Non credo che la seconda sia la risposta giusta. Tu sei brava in quello che sei. Ne sono sicuro.- fece un’altra pausa e poi prese un profondo respiro abbassando un poco lo sguardo. Non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi, terrorizzata da quello che sarebbe potuto succedere. Rimasi impietrita a fissarlo, il braccio che mi legava a lui sospeso a mezz’aria, schiacciata dal suo sguardo e dal soffice tessuto che metteva fine alla fuga alle mie spalle. Mi sentivo in trappola. Se solo il collegamento che mi mancava si fosse acceso. Forse avrei potuto fare qualcosa.
Riuscì a strappare il mio sguardo dal suo, voltandomi alla mia sinistra, puramente per stizza e per tentare di calmarmi. L’ira come un fantasma muto rimaneva latente, pronta ad esplodere ad un mio minimo cenno di bisogno.
- Ed è per questo che non ti voglio qui.- il tono freddo mi colpì direttamente al cuore, facendomi sussultare letteralmente. Cominciai a tremare lievemente, continuando a fissare il muro avanti a me, fissando i profili delle scale. Ogni parola che uscì da quella bocca dalle linee scolpite, mi lacerò dentro, come un’infezione cattiva, risvegliata dal richiamo dell’inevitabile fine.
- …Solo una cosa…Perché?- mi voltai determinata, quel tanto che bastava per non crollare e mostrarmi patetica. Non ero patetica.
Edward mi liberò dalla presa e si alzò dal divano, raggiunse la giacca che prima aveva gettato sui cuscini, probabilmente appena rientrato, infilò una mano in una delle tasche e ne estrasse un oggetto scuro, una scatoletta. L’oggetto sprigionò nell’aria lo stesso odore che accompagnava Edward, solo molto più forte ed intenso, ora che ci pensavo, deboli tracce di quell’aroma così dolce e invitante erano sempre presente su di lui.
Smisi di respirare, sorpresa dal fatto di non averlo già cominciato a fare.
- L’hai sentito vero? Il profumo- chiese con tono distante.
- Certo…- risposi stanca. La scossa che mi diede risentire quell’aroma così pregiata, ammaliante, capace di stregarmi ruppe il lucchetto. Dalla mia memoria si riversarono immagini, parole, respiri, colori…ricordi. Il collegamento.
Forks.
Una casa chiara.
Un albero.
Un’ampia finestra.
Una ragazza che riposava tranquilla nel suo letto.
Riconobbi i capelli dei toni caldi del castano, le mani piccole…la ragazza sorrideva nel sonno, forse stava facendo un bel sogno. La osservavo, attenta e vigile su ogni movimento, da un albero poco distante. La finestra a proteggermi dal suo divino profumo, capace comunque di solleticarmi la gola perfino da quella distanza.
Quando Victoria mi mandava da lei ero sempre sazia, potevo riuscire a non farle del male, anche se questo mi richiedeva sempre uno sforzo smisurato e ogni volta era peggio.
Mi portai nuovamente le mani alla bocca, per soffocare un grido, che si spense acido e gracchiante nella mia gola, facendolo somigliare ad un rantolo.
- Bella…- un gemito di dolore mi si ruppe in gola; incontrai il suo sguardo e finalmente capì cos’aveva visto quel giorno quando eravamo tutti attorno al grande tavolo ed Alice mi stringeva forte la mano; mentre io parlavo di me, del mio passato, lui studiava i presenti, lui studiava me. Un abisso di orrore si spalancò nella mia testa, stavo per scoppiare, non riuscivo più a controllar l’intreccio che si stava venendo a formare tra le emozioni di Edward e i miei sconvolgimenti. Il mio corpo cominciò ad oscillare, mi sentivo senza più alcuna forza, stavo per crollare, per lasciar che il buio mi investisse di nuovo.
Troppe emozioni…
Fu la presa salda di due mani che mi stringevano le spalle a svegliarmi, scuotendomi.
- Sabrina…Bree!- mi chiamò a voce alta.
Edward era così vicino che potevo sentire il suo dolce alito accarezzarmi la pelle del viso.
Aprì gli occhi e potei quasi giurare di poter vedere un’ombra di apprensione.
Fu in quel momento che la situazione precipitò, se possibile, virando in modo ancora più penoso.
Carlisle spalancò la porta alle mie spalle ed entrò, portando con se la fresca brezza notturna e tracce dell’odore proveniente dalle creature che avevo poco prima cominciato a conoscere.
Edward simultaneamente alzò gli occhi, incontrando quelli del padre.
- Edward cosa fai?- chiese spiazzato e cominciò ad avvicinarsi a noi, lo potevo avvertire dal suono dei suoi passi che si facevano più vicini. Anche al piano superiore sentivo movimenti concitati.
Edward lasciò la presa e si alzò di scatto, come se all’improvviso fossi diventata un tizzo rovente e le sue mani si fossero ustionate. Mi afflosciai, ma il braccio di Carlisle mi prese e mi adagiò su di un soffice cuscino.
- Edward…spiegami per favore.- la voce di Carlisle era calma, e modulata.
Edward se ne restava in piedi, in mezzo alla stanza, indeciso da dove cominciare.
- Carlisle, lei non ci ha raccontato tutto, non è prudente che resti con noi.- protestò a gran voce ancor prima di sentire se il dottore era o meno dalla sua parte.
- Edward, calmati. Perché Bree è ridotta così?- chiese Carlisle, preoccupato per me, ma io dovetti interrompere entrambi.
- Non è colpa sua, sono io che non sono capace di gestir il mio potere.- stavo meglio, quasi completamente ripreso l’uso del cervello.
Carlisle mi coprì una delle mie mani con la sua, era tiepido, e mi trasmise una piacevole e confortante sensazione.
- Non era a quello che mi riferivo Bree, Edward sa bene a cosa alludevo.- il suo sguardo gentile mi calmò un poco per poi rivolgersi di nuovo verso il figlio, che si rivelava ogni minuto più teso e più scosso.
- Carlisle, lo sai che lei non può stare qui con noi! Non è sicuro! Non qui! Non per Bella! Non ora!- il tono di Edward era corrotto, ma ancora controllato. Non voleva urlare in faccia al padre. Strinse il pugno attorno la scatoletta che portava ancora in mano, quando la sentì rompere ebbi un sussulto.
- Non succederà nulla ad entrambe. Ho fiducia in te ed in Bree.- fui sorpresa dalla fermezza della voce del dottore, dalla sicurezza che emanava.
- Carlisle, tu non capisci…Era lei il vampiro, il “tracker”, che ha segnato le tracce di Bella. Che è entrata in camera sua, ha rubato i suoi indumenti per poter portare poi tutti gli altri qui a Forks. Controllava Bella da un po’, ed è stata bravissima a non farsi rintracciare…Carlisle, è pericolosa! Sa dove abita Bella, io la devo proteggere!... rischia già ogni giorno che mi sta vicina…- la sua voce era ora una supplica, ma la rabbia non diminuiva.
Ero brava, pericolosa e praticamente invisibile se solo avessi voluto; una volta che conoscevo la zona di “caccia” e se fossi stata ben nutrita, nessuno sarebbe riuscito a trovarmi. Victoria mi aveva insegnato bene. L’unica cosa positiva che Victoria mi abbia mai insegnato.
- Figliolo calmati, ti prego. Non ha fatto del male a nessuno di noi fino ad ora, nello scontro non ha colpito se non per legittima difesa. Anche noi l’avremmo uccisa se non di fosse fermata. Non la puoi biasimare. Non ha mai toccato Bella, non lo farà.-
- Carlisle…Bella non può…non deve.- stava per cedere, sentivo che si era calmato un po’, la sua rabbia scemava.
- …Non l’ho mai toccata, te lo posso giurare…Edward…- tentai di dire la mia, di giustificarmi, ma invece non feci altro che fomentare la sua rabbia, che ricrebbe a dismisura.
Dal piano superiore qualcuno si mosse e spalancò una delle porte; lo vidi solo quando si fermò in fondo alle scale. Era Jasper, il suo viso mi fece balzare il cuore il gola. Era allarmato.
- Edward…cosa fai?- il tono di Jasper era freddo, leggermente intimidatorio.
- Dico la verità! Quella che nessuno di voi crede di vedere...- urlò contro il fratello, poi si rivolse al padre, cambiando il tono- Carlisle, dobbiamo considerare anche la questione Volturi. Se scoprono che Bree è ancora viva, torneranno! E non abbiamo bisogno di questo! Io la devo proteggere! Perché non volete capire?!-
- Edward, datti una calmata.- Jasper si avvicinò cauto al fratello.
Mi sentivo schiacciata al divano, come se la gravità di un altro pianeta, infinitamente più piccolo del mio, si fosse impossessata dal mio corpo; la carica emotiva dei tre uomini riempiva l’aria e la rendeva densa e calda come metallo liquido.
Al nome dei Volturi, un ricordo antico si spalancò davanti i miei occhi: una mano gelida che mi stringeva il collo, facendomi mancare il respiro… poi una voce maschile raggiunse le mie orecchie, mentre un dolore inimmaginabile cominciava a sgorgare atavico dal mio polso… “Sarai per sempre mia”…tornai alla realtà, ansimando come dopo una corsa.
I tre stavano discutendo a gran voce, ma ora Edward era seduto, al suo fianco un Jasper molto concentrato.
- Carlisle, cosa vogliono da me questi Volturi?- chiesi incerta sul significato che la risposta avrebbe avuto su di me.
- Non lo sappiamo Bree, Alice ha ancora pochi elementi, ma dice che arriveranno a breve.- sedeva ancora vicino a me, ne fui felice.
- Anche quella ragazzina…che…beh, mi torturava…quando mi avete salvata, è una di loro?- ancora avevo la sua immagine chiara e cristallina nella mia mente, il suo ghigno, il suo viso.
- Si, anche lei…si chiama Jane.- mi rispose Jasper, Edward sedeva al suo fianco, freddo ed assente.
Jane.
Se vogliono me, prima o poi arriveranno. Ci distruggeranno. Li distruggeranno.
Il pensiero liberò in me una paura tale, che unita al ricordo avuto solo poco prima, mi fece rizzare in piedi. Una scarica elettrica repentina, che bruciava. Puro sgomento.
Edward non mi voleva, aveva ragione, ero pericolosa e dovevo starmene lontana. Bella…la sua ragazza umana avrebbe rischiato di morire in mia presenza; anche se ancora mi chiedevo incessantemente come potessero sopportarne la vicinanza loro.
L’orrore strisciò lento dal mio ventre vuoto, salendo e irradiandosi, fino a raggiungermi al cuore.
Il fuoco si indebolì di colpo, raffreddandosi. Ora ero calma, e consapevole.
Fai la cosa giusta.
Mi mossi veloce verso la porta,ora o mai più; quando Carlisle tentò di fermarmi sgusciai rapida e fluida.
- Bree, cosa fai? Dove vai?- mi chiese allarmato.
- Faccio la cosa giusta.- dissi guardando ognuno di loro indietreggiando per raggiungere la porta.
- Bree…- Jasper mi fissò turbato, un movimento impercettibile della sua mascella mi fece capire cosa stava tentando di fare. Alzai un dito vesto di lui:- No Jasper…non ne ho bisogno, va bene così.- e gli sorrisi poco convincente. Il pomello della maniglia che girava, scattando.
Feci appena in tempo a vederlo mentre si alzava per raggiungermi, che già ero fuori lontana.


spero vi piaccia Rolling Eyes oggi commento è oro per me

Vali....nel prossimo...c'è lui!!!^^
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quinzano78



Joined: 14 Dec 2007
Posts: 3694
Location: in quel di Verona

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 3:06 pm    Post subject: Reply with quote

sere..buongiorno!
mi mando via mail al lavoro il tuo capitoletto..nella pausa caffé me lo leggo...e stasera commento... Wink
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lAnd, by the way, i adore you..in frightening, dangerous way.
I would always love this fragile human girl, for the rest of my limitless existence.
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Deimos



Joined: 12 Nov 2007
Posts: 5361
Location: Dal letto di Altàis...of course!

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 6:39 pm    Post subject: Reply with quote

Sere è bellissimoooooooooooooooooooo!
Wauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu! Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing
Edward è odioso,ma ha perfettamente ragione.Bree è davvero un pericolo,anche se lei poverina non nè ha colpa. Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad
Mondo infameeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
Jasper e Carly sono dei boss!Alice mi è piaciuta infastidita.DEVE SOFFRIRE! Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad Dai,scherzo. Laughing Laughing Laughing

Ma..ma...nel prossimo c'è LUIIIIIIIIIIIIIIIIII!E quindi c'è pure...la cosa no? Cool Cool Cool (Mi hai capito)

SERE NON VEDO L'ORAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
BRAVISSIMA AMO'! *_________________*

Ti lovvo!
Tua,
Vali.
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dark princess



Joined: 06 Jan 2008
Posts: 1732
Location: modena

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 7:04 pm    Post subject: Reply with quote

che capitolo incredibile! amaro..... emozionante....
povera bree.... dovrà fare per sempre i conti con il suo passato!
quanto odio victoria!

e edward.... come al solito determinato a tutto pur di proteggere bella....
e bree che fugge....

sei troppo indiscutibilmente brava, sere..... aspettare ils eguito è un'agonia
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http://twilighters.s2.bizhat.com/viewtopic.php?t=4271&start=0
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penny_cullen



Joined: 21 May 2007
Posts: 2027
Location: ....everywhere....ma sempre vicino a lui

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 8:55 pm    Post subject: Reply with quote

ragazze...ho dimenticatola colonna sonora!!!!!

ecco qua

placebo- "running up that hill" :

http://it.youtube.com/watch?v=zKkaLM9NcSo

Vali, a cosa ti riferisci? Si c'è lui *___* non vedo l'ora!
Alice....ihih Twisted Evil si contorcerà un pò di sensi di colpa...e litigheranno un pò..niente di troppo brutto...

Gabri....nella tua pausa?ma te la occuperò tutta ihihih! non vedo l'ora di leggere il tuo commi sister

Chiarina....sono immensamente felice che ti sia piaciuto!!! Embarassed
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fele



Joined: 04 Oct 2007
Posts: 653
Location: ignota

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 10:28 pm    Post subject: Reply with quote

ma come????........................ bree se ne va????????

ma ritorna vero?????

sere sei bravissima, ogni capitolo è una magia e questo ulteriore chappy lo conferma.

mi è piaciuto molto come hai descritto Eddino e ciò che provoca in Bree...

sono curiosa di sapere chi è "lui"....
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Una maschera di tristezza
disegnata sul volto pallido
si infranse
quando una lacrima cadde
dagli occhi di colui che non poteva piangere
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Helen Cullen



Joined: 16 Jul 2008
Posts: 580
Location: Nel crepuscolo tra le braccia del mio Dr. Vampiro biondo persa nei suoi dolcissimi occhi dorati.

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 10:29 pm    Post subject: Reply with quote

Ciao Sere!!!!!!!!

Questo capitolo e' bellissimo, così intenso ed emozionante......
Povera Bree...... mi dispiace tanto leggere del suo tormento.....
La parte con Alice e' divertentissima..... Laughing Laughing
Ma Edward..... vabbe' che vuole solo proteggere Bella, ma si dia una calmata........................ E' sempre così arrabbiato.....
Menomale che ci sono Jasper e Carlisle dalla sua parte...........
Non e' certo colpa sua se Victoria l'ha obbligata a comportarsi male...... Evil or Very Mad Evil or Very Mad
Spero che adesso non ci si mettano anche i Volturi a rompere...... Evil or Very Mad Evil or Very Mad
E lei cosa fa alla fine??? Fugge???? Nooooo!!! Mi dispiace davvero tanto.....
Sad Sad Sad Sad Sad Sad

Bravissima Sere, mi e' piaciuto molto quello che hai scritto e poi un capitolo così lungo (che bello, che bello!!!!).
E poi che cosa ha scritto la Vale?? "Nel prossimo c'e' LUI"
Ma chi e' "LUI"????? E che cos'e' quella "COSA"???? Che mi sono persa?????
ODDIO POSTAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao da................................................................Elena Wink
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penny_cullen



Joined: 21 May 2007
Posts: 2027
Location: ....everywhere....ma sempre vicino a lui

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 10:37 pm    Post subject: Reply with quote

Arrow Ele....sono molto happy che ti sia piaciuto il capitolo^^
me gongola anche se non lo vedete^^

Arrow Helen....eccoti....oggi commentino corto? Rolling Eyes
Eh...lui lui....arriva nel prossimo, vi prometto che non vi aspettate minimanente chi sia! Twisted Evil
ma saranno perfetti*_____*
Non vedo l'ora!!!

un bacio grande
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Helen Cullen



Joined: 16 Jul 2008
Posts: 580
Location: Nel crepuscolo tra le braccia del mio Dr. Vampiro biondo persa nei suoi dolcissimi occhi dorati.

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 10:51 pm    Post subject: Reply with quote

penny_cullen wrote:

Arrow Helen....eccoti....oggi commentino corto? Rolling Eyes
Eh...lui lui....arriva nel prossimo, vi prometto che non vi aspettate minimanente chi sia! Twisted Evil
ma saranno perfetti*_____*
Non vedo l'ora!!!

un bacio grande


Il problema non era il commentino corto....... E' che se dovevo quotare quello che mi era piaciuto del capitolo, avrei dovuto farlo dalla prima all'ultima parola..... perche' non avrei saputo dire quale parte mi fosse piaciuta di piu' o quella che, piu' delle altre, mi aveva colpito maggiormente..... e sarebbe stato davvero un post infinito.....
Anche io non vedo l'ora di leggere il seguito.........
Kiss kiss .......................................................Elena Razz
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Deimos



Joined: 12 Nov 2007
Posts: 5361
Location: Dal letto di Altàis...of course!

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 10:54 pm    Post subject: Reply with quote

Sere,la COSA te la dico via msn sennò capiscono. Wink
Ma credo che tu abbia capito,a a che fare con la sua razza...........
Babbè te lo dico stasera! Wink
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penny_cullen



Joined: 21 May 2007
Posts: 2027
Location: ....everywhere....ma sempre vicino a lui

PostPosted: Wed Aug 27, 2008 11:46 pm    Post subject: Reply with quote

Certo Helen^^sorry...avremmo creato un bel casino si altrimenti Laughing

Vali, eh si...me lo dici dopo Wink non svelare troppo!!!! Cool
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Musa



Joined: 05 Apr 2008
Posts: 372
Location: Parma city

PostPosted: Thu Aug 28, 2008 12:07 am    Post subject: Reply with quote

brava Sere!
oddio Eddie così incazzato me l'aspettavo, per Bella questo e altro.. Rolling Eyes
però sei stata bravissima a far coincidere tutto perfettamente con la storia di Victoria!

e Bree? dove scappi Bree??
però se serve per fargli incontrare questo "Lui" ,l'uomo del mistero, va bene... Cool
sì ma questo Lui? LUI CHI?? e la Cosa? COS'è LA COSA??
ok mi armo di pazienza e aspetto il prossimo chappy, però tu non ci mettere troppo Wink
un bacione!
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OS-No happy ending,Furia,Per te cos'è l'amore?
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*aLiCeCuLLeN*



Joined: 08 Aug 2008
Posts: 2136
Location: novara<3

PostPosted: Thu Aug 28, 2008 1:14 am    Post subject: Reply with quote

salve!!girovagando x le varie ff,questa mi ha incuriosito,cosi me la sono letta tutta di seguito e...wow!!!è veramente troppo bella!!!complimenti!!!
la fine di bree in eclipse è stata ingiusta,ma tu hai reso giustizia a quella povera ragazza,e l'hai descritta benissimo!!!non vedo l'ora che posti di nuovo! Very Happy
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