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Twilighters Twilighters: il fan-forum italiano di Twilight
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Margot

Joined: 22 Sep 2006 Posts: 298
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Posted: Thu Dec 07, 2006 8:02 am Post subject: SOGNI RUBATI AL VENTO |
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Era da un po' che volevo metterlo qui anche se non era una ff e non c'entra on twilight...poi visto che altri hanno fatto come me ho pensato che forse poteva andare bene....mah...comunque è un racconto/romanzo breve che ho iniziato e sto tentando di finire...ne varrà la pena??ditemelo voi!!!!!!!!!kiss to all ... enjoy the reading!!!!!!!!!!^^!
Si svegliò tremante, tutta sudata.
Aveva fatto ancora quel sogno.
Ma i sogni sono di un altro mondo e raramente rimangono vividi nella nostra memoria lasciano solo una traccia, un’impressione. Ed infatti era quello che le rimaneva.
Tutto era normale esattamente come lo aveva lasciato la notte prima.
Solo una cosa non andava: la finestra era aperta ed entrava una brezza gelida . Il gatto si mise a miagolare fuori dalla porta . La sveglia indicava le 6.00, tutto era ancora buio. Guardò alla finestra come le tigri in gabbia guardano all’orizzonte.
Un trillo , si era addormentata di nuovo . Ora erano le 7.30. Il buio era sparito, ed era in un vergognoso – come avrebbe detto suo padre – ritardo. Ritardo era una parola alla quale si era abituata e l’etichetta che puntualmente le veniva affibbiata aveva iniziato a considerarla qualcosa di romantico e di passionale, si sentiva una rivoluzionaria, per questo sorrideva ogni volta che la sgridavano per il ritardo…abbatteva una barriera mentale.
Naturalmente lei era l’unica a pensarla così e per questo i suoi amici avevano iniziato a chiamarla affettuosamente “pazza”, poiché in fondo un po’ lo era.
Entrò in una vecchia libreria polverosa del centro di Firenze. Era piccolissima e a stento ci si poteva muovere, e nonostante si inciampasse in continuazione, anzi forse proprio per questo, lei l’adorava.
“Sempre in ritardo…andrà a finire che ti dovrò detrarre dei soldi dalla busta paga!Insomma non è possibile!” Un uomo tarchiato sulla cinquantina con spessi occhiali quadrati e tutto sudato nonostante fosse gennaio, l’apostrofò.
Lei, ovvero Elena sarà meglio cominciare a chiamare la nostra protagonista con il suo nome, gli rivolse un grosso sorriso dicendo “Scusa capo ma se non ci fossi io che arrivo in ritardo non sapresti con chi arrabbiarti e questo ti farebbe arrabbiare ancora di più e così ti piglierebbe un bell’infarto!!Quindi vedi io tutti i giorni che arrivo in ritardo ti salvo la vita e sarebbe questo il tuo ringraziamento!!!Un aumento ecco quello che mi dovresti dare!!!”offesa se ne andò non molto più in là a sistemare qualche vecchio libro ingiallito e ammuffito di cui nessuno probabilmente ha mai sentito parlare.
L’ometto stette a guardarla sconcertato per qualche momento. Aprì la bocca per ribattere ma non sapeva che cosa dire per il semplice fatto che aveva ragione.
Si rimise dietro il bancone con la faccia sorridente sperando che qualcuno entrasse mentre dentro di sé pensava a come scamparla con la faccenda dell’aumento.
Tutte le mattine si ripeteva la stessa scena, e cosa ancor più strana con le stesse identiche parole, anche se nessuno dei due se ne era mai accorto.
Un tonfo. “Attenzione con quei libri!!! Ma che combini, hai sempre la testa fra le nuvole e poi mi parli di aumento?”
“Capo lo sai che la rabbia repressa può portare alla morte??”
L’ometto si sistemò il nodo della sua cravatta gialla, strabuzzò gli occhi marroni e ostentando un’assoluta tranquillità disse “Ah sì?....e…e...e questo che cosa centrerebbe con me scusa? Senti non ho tempo da perdere io con queste… con queste.. beh, cose io sono un uomo d’affari e in quanto tale sono molto- guardò la libreria vuota – molto, molto impegnato”
Elena si voltò a guardare l’ingresso vuoto:“Beh non sembra”
“Anche se non sembra non c’entra è che ogni buon uomo d’affari sa non far vedere la grossa mole di lavoro che deve gestire”dicendo questa frase si era dato un cipiglio alquanto autoritario che su di lui risultava come una maschera buffonesca. Elena scoppiò a ridere.
Il capo autoritario con aria offesa si ritirò dietro al bancone a far ciondolare la testa borbottando cose come “io lavoro tantissimo, passo notti in bianco per quell’ochetta che si da alla nullafacenza” eccetera, eccetera, eccetera.
Sarà il caso spendere due parole su questo buffo ometto.
Era sostanzialmente buono ma di quella bontà timida ed effimera, poiché per essere buoni ed intendo veramente buoni non fare l’elemosina a qualche barbone ogni tanto, bisogna essere forti e conoscere se stessi ed essere sereni e felici esattamente come si è; qualità rare nella gente e nessuna di queste qualità , se così si possono chiamare, erano presenti nel buffo ometto che si chiamava Luca.
Un nome comune per un uomo invisibile.
In tutta la sua vita non aveva mai avuto il coraggio di prendere una decisione chiara e quando la gioventù da tempo l’aveva lasciato e la vecchiaia stava bussando alla porta lui non sapeva ancora che fare della sua vita.
Aveva ricevuto quella libreria in eredità da uno zio di cui ignorava l’esistenza e si era nascosto dietro di essa con la scusa di dover pensare su cosa fare della sua vita e di dover mandare avanti l’attività familiare, se così si può dire visto che stranamente nessun membro della famiglia aveva mai visto o sentito nominare quella libreria. Non possiamo dire se in tutti questi anni abbia mai veramente pensato su cosa fare di sé ma possiamo dire che non ha esattamente mandato avanti l’attività, infatti nonostante sia sempre aperta la libreria non ha mai avuto uno straccio di cliente.
L’unico motivo per cui non ha chiuso è il fatto che a fine mese appaiono misteriosamente nella cassa soldi sufficienti per sopperire alle spese fino al mese successivo e anche con qualche modesto guadagno.
Luca non si è mai domandato chi lasciava tutti quei soldi e perché, non voleva nemmeno saperlo, era una delle poche cose belle che gli capitavano nella vita anzi forse l’unica e non era così sciocco da rovinare tutto con stupide domande. Accettava quello che il fato gli affidava senza chiedersene il motivo.
Tutto ciò andava avanti da 12 anni ed Elena, che lavorava lì da appena 2 anni, si era chiesta come facevano a riaprire tutti i giorni se nessuno comprava nulla e perché mai una libreria piccola come quella avesse bisogno di aiuto e da dove comparissero i soldi . Non l’aveva mai scoperto e alla fine si era convinta che il suo capo fosse molto ricco e stesse tirando fuori i soldi di tasca sua per non lasciare la libreria alla quale era legato da chissà quale strano legame. Ma lei stessa in fondo non credeva a questa storia troppo fantasiosa per un uomo che non aveva immaginazione.
“Ehi capo venga, guardi qui!”
Con passo affaticato Luca si avvicinò alla scala sulla quale era sospesa Elena. “Che c’è?Che vuoi ?”
Lei gli mostrò un piccolo libro tutto ingiallito “Lo sfogli”
Aveva fragili pagine piene di note scritte a mano incomprensibili. “Incredibile eh?”
“Ma incredibile cosa?- ribattè lui con tono seccato – sono solo un mucchio di pagine ammuffite in cattivo stato e per di più con delle annotazioni incomprensibili… faremmo meglio a buttarlo!”
“Sta scherzando vero? Si rende conto di quello che ha in mano?”
“Certo che me ne rendo conto!!Io sono realista!Non è niente, vale meno di zero e tu faresti meglio a smetterla di metterti certe idee nella testa!Si nasce poveri si muore poveri, si nasce ricchi si muore ricchi….e io sono nato povero!”
Elena lo guardò attentamente per un secondo. In quella libreria si vendevano anche libri rari, in realtà i così detti libri rari non erano altro che vecchi volumetti degli anni cinquanta del tutto insignificanti. Ma questo era un gioiello. Era un libro milionario, sopravissuto nell’edizione originale del 1800 e con in più note a quanto pare originali risalenti all’epoca. Il solo problema stava nel decifrarle.
Elena non sapeva perché il suo capo si comportasse a quella maniera…. Forse era solo una persona molto ignorante che ha la presunzione di sapere tutto dato che molto spesso dove c’è l’una si trova anche l’altra.
“Scusi ha ragione non la disturberò più con queste sciocchezze” disse sorridendo.
“Oh così mi piaci” Quando il buffo ometto si voltò lei fece scivolare il libro nella sua borsa. Se lui voleva morire povero non vuol dire che dovesse farlo anche lei . Era una persona brillante ed il destino aveva voluto condurla lì, ora capiva il perché.
Un consiglio...io sono una a cui piacciono le storie tragiche se siete deboli di cuore non leggete!!!Lo stesso vale per la ff _________________ Queste gioie violente hanno fini violente.
Muoiono nel loro trionfo, come la polvere da sparo e il fuoco.
Che si consumano al primo bacio. |
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yokuccia^^

Joined: 07 Sep 2006 Posts: 1174 Location: ....my dream....
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Posted: Thu Dec 07, 2006 8:39 am Post subject: |
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mm....chissà che s'è dentro a quel libro!!! ma anche se non centra con TW si parlerà di vampiri?? eh eh...iniziano le domande!!!!
| Margot wrote: | | Un consiglio...io sono una a cui piacciono le storie tragiche se siete deboli di cuore non leggete!!!Lo stesso vale per la ff | oh my God _________________
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nausicaa

Joined: 12 Nov 2006 Posts: 303
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Posted: Thu Dec 07, 2006 8:40 pm Post subject: |
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Sto morendo di curiosità! Presto, presto, posta il seguito, PLEASE! |
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=*Violetta*=

Joined: 03 Dec 2006 Posts: 626 Location: Roma
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Posted: Thu Dec 07, 2006 9:41 pm Post subject: |
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si è vero ankio!
complimenti,ottimo inizio!
a qnd il prossimo chappy? |
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*frenci*

Joined: 05 Oct 2006 Posts: 940 Location: carpi (modena)
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Posted: Thu Dec 07, 2006 10:22 pm Post subject: |
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belloooo!!ottimo inzio, posta prestooo!!!^^ _________________ Time would make it easier- that's what everyone always said. But I didn't care if time healed me or not (Bella-Eclipse) |
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EleBells
Joined: 29 Oct 2006 Posts: 256
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Posted: Fri Dec 08, 2006 1:05 am Post subject: |
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bello bello mi piace questo inizio!!
bravissima!! |
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Margot

Joined: 22 Sep 2006 Posts: 298
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Posted: Fri Dec 08, 2006 2:15 am Post subject: |
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Ehi ragaze grazie mille!!!!A dir la verità non so se si parlerà di vampiri...ma non penso...questo è una altro capitoletto...eh,eh...lo posto molto presto lo so ma finchè ce li ho qui già pronti non voglio farvi aspettare se no poi mi sento in colpa!!!!!!!!!!!!!^^
Erano le sette di sera. Aveva appena chiuso la porta della libreria dietro di sé.
Camminò non sapendo dove stava andando. Passò un’ora buona e si trovò di fronte a un parco verde smagliante, pieno di salici piangenti che fremevano alla brezza leggera.
Trovò una panchina, si sedette e si guardò intorno.
Nonostante abitasse a Firenze da molto tempo, non aveva mai visto quel posto. C’era un atmosfera strana. Quel luogo sembrava essere spuntato fuori dalle pagine di un romanzo, era così irreale.
Ad un tratto si sentì la testa leggera, i colori del paesaggio erano vividi, troppo vividi e sgargianti .
La testa cominciò a dolerle molto. Vide nuvolette di fumo accanto a sé e sulla sua testa a un certo punto tutto si richiuse sopra di lei e sentì qualcosa che le aveva urtato la testa, si toccò nel punto in cui le faceva male, stava sanguinando.
Voleva urlare, ma non riusciva a farlo. Sentiva che tutto questo non era reale. Cercò di uscire dal vortice di fumo che l’avvolgeva ma al primo tentativo svenne.
Un trillo.
Si svegliò tremante, tutta sudata.
Aveva fatto ancora quel sogno. La sveglia del suo comodino indicava le 6.00.
Si guardò allo specchio, aveva una ferita sulla fronte, una brezza gelida entrava dalla finestra che non si ricordava di aver aperto. La chiuse . Vide per terra un piccolo libro tutto ingiallito che aveva fragili pagine piene di note scritte a mano.
Andò allo specchio di nuovo. La ferita sulla fronte era sparita.
Quel giorno Elena per la prima volta non sarebbe andata al lavoro, e per la prima volta si chiese se fosse veramente pazza.
Si rimise a letto. Magari era solo un brutto sogno. Cadde in un sonno senza sogni.
Si svegliò, per la brezza gelida che entrava dalla finestra. Guardò la sveglia erano le 7.30.
Era in ritardo, di nuovo. Il libro tutto ingiallito era ancora là sul pavimento, le sembrava quasi di vederlo sogghignare .
Chiuse la finestra; di nuovo. Alzò la musica talmente tanto da farle male.
Trasmettevano la sua canzone preferita. Questa canzone le aveva sempre detto che cosa fare nelle situazioni più assurde che le erano capitate nel corso della sua vita. Questa volta, l’ascoltò e non sentì altro che un mucchio di parole strampalate e senza senso buttate lì a casaccio. Questa volta la canzone non l’aiutò. Spense lo stereo.
Chiamò la libreria. Le rispose un capo insolitamente agitato .
“Salve capo,purtroppo non mi sento bene oggi non riesco a venire. Penso di avere preso freddo ho lasciato la finestra aperta ieri notte. Ho qualche linea di febbre – mentì, Elena non aveva mai saputo mentire ma quella volta le venne così naturale che si spaventò – mi dispiace le porterò il certificato medico quando torno”
“Cosa?...ah…si beh certo … il certificato…si si, quando vuoi sta tranquilla e rimettiti.”
Elena non era l’unica ad essere sconvolta quella mattina . Il buffo ometto aveva aperto il registratore di cassa, certo di trovare i soliti soldi che apparivano misteriosamente.
Ma era tutto come l’aveva lasciato la sera prima. Senza l’ombra di un soldo. Il benefattore non era passato, cosa molto strana.
Passava puntuale la notte tra il 29 e il 30 di ogni mese. Controllò il calendario, era il 30.
Pensò che, forse, non era potuto passare e quindi avrebbe portato i soldi qualche giorno dopo.
Ma non ne era convinto. Si era creato un guscio per tenere fuori il mondo, e quel guscio si stava sgretolando. Nulla di più terribile .
Si sistemo il farfallino giallo a pois rossi. Sorrise, aspettando fiducioso la clientela, intanto la sua mente faceva una stima della libreria.
Il benefattore, che benefattore non era, non sarebbe più passato. Non ne aveva più interesse.
In quel momento stava camminando per i viottoli fiorentini quando si fermò sotto un condominio. Da una finestra aperta proveniva musica altissima.
La guardò per un istante. Poi guardò i nomi scritti a mano sui campanelli . Senza sforzarsi troppo aveva trovato quel che stava cercando. Si calò il cappello sugli occhi, si sistemò il lungo cappotto nero, e proseguì con un sorriso sempre più amaro che gli si dipingeva sulla faccia.
Elena intanto si legò i capelli, si fece una doccia veloce, si vestì frettolosamente, buttò il libro dentro alla borsa e uscì.
Chi l’avesse vista avrebbe detto che aveva una fretta indiavolata. Infatti l’aveva.
Camminò, anzi corse, per un buon quarto d’ora, tra vie e viottoli in cui non era mai stata. Si sedette su una panchina. Alzò lo sguardo, e vide un negozio. Era una comune libreria, ma il servizio più richiesto era la stima di libri rari, pregiati o il restauro di essi e la decifrazione nel caso in cui ce ne fosse stato bisogno.
Entrò nel negozio. Trasmettevano la sua canzone preferita. Forse il mondo non le aveva voltato le spalle.
allora adesso dovrete aspettare un pochino per il prossimo chappy perchè devo continuare a scrivere.........................................sappiate solo che più commentate più presto arriverà ma se non commentate......................................................
A VOI LA SCELTA!!!!!KISS... _________________ Queste gioie violente hanno fini violente.
Muoiono nel loro trionfo, come la polvere da sparo e il fuoco.
Che si consumano al primo bacio. |
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nausicaa

Joined: 12 Nov 2006 Posts: 303
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Posted: Fri Dec 08, 2006 7:18 am Post subject: |
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Commento immediatamente!
Questo benefattore, che benefattore non è, non avrà mica qualche diabolico progetto, vero? Perchè, avendo letto della tua predilezione per le storie tragiche, sono davvero sospettosa...
Comunque sei bravissima, ti prego, continua!!!! |
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fairydog

Joined: 15 Oct 2006 Posts: 1029 Location: fantàsia
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Posted: Fri Dec 08, 2006 7:39 am Post subject: |
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cavoli sei veramente brava!!!!! continua, muoio di curiosità!!!!! _________________
Novantanove scimmie saltarono sul letto, una cadde a terra e si ruppe il cervelletto! |
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*frenci*

Joined: 05 Oct 2006 Posts: 940 Location: carpi (modena)
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Posted: Fri Dec 08, 2006 11:28 pm Post subject: |
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ti pregoooo!!rischi di trovarti 200 miei commenti!!please, abbi pietà...posta prestoo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  _________________ Time would make it easier- that's what everyone always said. But I didn't care if time healed me or not (Bella-Eclipse) |
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vampire knight

Joined: 09 Dec 2006 Posts: 1608 Location: Empireo chimico
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Posted: Thu Dec 21, 2006 2:12 am Post subject: |
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l'ho letto solo ora xkè faccio una bella fatica a seguire tutte le ff in contemporanea......comunque, very interesting, continue plz!!!!  _________________
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EleBells
Joined: 29 Oct 2006 Posts: 256
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Posted: Thu Dec 21, 2006 2:58 am Post subject: |
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no no ma che bella questa storia!!!
e qualcosa mi dice che il benefattore c'entra con il libro.. |
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AmyInA_Twilight

Joined: 04 Aug 2008 Posts: 85 Location: nel mio mondo di pioggia, con Edward accanto a me
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Posted: Tue Oct 07, 2008 8:14 pm Post subject: |
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curiosando tra le FF ho letto i primi due capitoli della tua. mi ha incuriosita tantissimo. perchè non la continui più? secondo me sarebbe un capolavoro.  |
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